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22 May

la storia di jude

Capitolo primo

 I piccoli frutti rossi scivolarono, cadendo dal cestino, sul pavimento in graniglia della cucina. Facevano uno curioso effetto e Jude li osservò a lungo, incantata.....

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Capitolo secondo

cagliostro la risveglio' da quella sorta di trance, che solo alcuni ricordi sono capaci di procurare ...il suo gatto, quasi infastidito dalla sua assenza mentale, l' aveva riportata al presente, strusciando il dorso contro le sue caviglie.con un battito di ciglia, jude distolse la  mente da quei pensieri e guardo' quel felino egocentrico ,che non sopportava d'  essere trascurato.il pelo del micio le accarezzava la pelle,prolungando la sensazione di benessere, provocata dal ricordo che il calore di quella giacca aveva fatto riaffiorare. le accadeva spesso di perdersi nelle pieghe di un passato, che piccoli particolari facevano ritornare vivido,in particolare da quando aveva deciso di ritornare in quella casa....la sua casa.jude sentiva di appartenere anima e corpo a quella dimora solitaria,teatro di una parte della sua vita che teneva nascosta persino a se stessa....con un movimento delicato , jude scaccio'  quell' impertinente che continuava a muoversi in maniera sinuosa intorno al collo del suo piede scalzo e si  diresse verso il grande tavolo di legno, posto al centro della stanza.i suoi passi felpati non produssero alcun rumore...tutta la casa era immersa in un silenzio irreale,interrotto a tratti dal tintinnio di un' acchiappasogni scosso dal vento,fissato ad un battente dell'unica finestra,che nonostante la temperatura non certo mite,jude lasciava sempre un po' aperta.era convinta che il fluire della brezza fredda da quell'apertura, rigenerasse l'aria delle stanze della casa,rimaste chiuse per troppo tempo,portando in esse i sapori e gli effluvi salmastri del vicino oceano.si accoccolo' su una sedia, scostata di poco dal tavolo e lascio' cadere lentamente i corbezzoli in un piccolo cesto di vimini dalle sue dita affusolate...non aveva fretta jude:i suoi gesti erano pacati e misurati..sapeva di poter usufruire di ogni attimo che il tempo e la sua vita  le mettevano a disposizione...

 

Capitolo terzo

Avvertiva, nella giacca, l’odore aspro dell’essenza di vetiver che Angela era solita usare. Con la coda dell’occhio percepì un lievissimo movimento alle sue spalle.....

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Capitolo quarto

Non c’era  una ragione precisa…jude non riusciva a trovarla...quando decise di partire,  sentiva solo il bisogno impellente di andare via…la necessità di svellere le sue radici da quel posto, con la stessa decisione con cui sua madre estirpava la malerba dalle sue piante di rose...poco le importava di quello che angela avrebbe potuto pensare…in fondo lei adorava giorgio…non avrebbe certo notato la sua assenza…non avrebbe sentito la sua mancanza…jude invece soffriva l’essere messa in disparte, cosi aveva preferito scomparire, per non dover piu’ assistere alla tranquillita’ di quell’ idillio familiare, di cui lei non si sentiva parte… e ora era di nuovo li , in quei luoghi che l’avevano vista crescere, a fare i conti con il passato e con il ricordo, ancora vivo, di una donna, che aveva sentito l’ esigenza di passare gli ultimi giorni della sua vita,in compagnia di una figlia che aveva sempre amato a modo suo…quando angela l’aveva rintracciata e aveva espresso la voglia di vederla,lei non si era sottratta al richiamo materno…sua madre…voleva lei…e lei s’era sentita desiderata per la prima volta…Questo stato di grazia duro’ poco per jude…appena il tempo di colmare quei pochi kilometri che le separavano da tanti anni…appena sua madre riconobbe le sue fattezze che avanzavano piano nel vialetto d’ingresso della casa, le ando’ incontro…non si abbracciarono…angela, quasi sussurrando, le disse che stava male....jude passo’ il dorso della mano sul viso e con gli occhi ancora lucidi guardo’ fuori …. era quasi mezzogiorno e l’aria era diventata piu’ tiepida e piacevole…s’alzo’ e apri tutta la finestra… una folata di vento caldo la colpi in pieno, eliminando le ultime tracce del suo pianto…in fondo quel posto le era sempre piaciuto e soprattutto in quella strana stagione… il freddo invernale si percepiva solo la mattina presto, nonostante fosse dicembre inoltrato....quell’ improvviso tepore fece sorridere jude… decise di uscire e di fare una lunga passeggiata…aveva bisogno di respirare….calzo’ un paio di scarpe comode, lascio’ cagliostro sonnecchiante nella sua cesta e senza fare rumore si richiuse la pesante porta di legno alle sue spalle…camminava lentamente… si godeva il sole di quell’anticipo di primavera...mai avrebbe pensato che alla fine del vialetto, costeggiato da alberi sempreverdi carichi di foglie, oltre l’imponente cancello di ferro brunito, l’attendesse l’inizio….

 

Capitolo quinto

Fuori della casa Jude sentì il nodo della tristezza sciogliersi piano: Le venne voglia di saltare. Si vide bambina percorrere mille volte il viale,...

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Capitolo sesto

….e proprio questo particolare rese la sua compagnia gradevole a jude  per tutta quell’estate, che orami era solo un ricordo . accetto’ l’invito a pranzo ,anche perche s’era stancata di mangiare da sola…a volte proprio per questo vi rinunciava rendendo la sua figura ancora piu’ esile. Assicuro’  celina che sarebbe rientrata per l’una e mezzo e ritorno ’ alla sua passeggiata solitaria. aveva il cuore allegro,c’era qualcuno che l’avrebbe attesa….era tanto che non accadeva…si sentiva bene quel giorno e respirava a pieni polmoni quella serenita’….con pochi passi raggiunse il cancello principale della proprieta’ che sua madre le aveva affidato, trovandolo aperto non si meraviglio’ piu’ di tanto, visto che l’affettuosa custode l’ aveva informata dell’arrivo del suo vecchio amico.Incomincio’ a pensare a quanto potesse essere cambiato e soprattutto a come ….lei in fondo era rimasta la stessa…si diresse vero il piccolo borgo che lei tanto amava....d’inverno era ancora piu’ bello…il mare in quella stagione aveva un fascino tutto particolare e jude ogni volta ne rimaneva vittima consenziente…fece un giro tra i vari negozietti che s’apprestavano oramai a chiudere vista l’ora e all’ultimo minuto decise di comprare dei dolci di cui celina era golosa….sapeva che con quel piccolo gesto, avrebbe reso felice quell’anziana donna che le voleva bene come ad una figlia…

 

Capitolo settimo

Mentre percorreva le vecchie strade, avvertiva qualcosa di insolito…

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Capitolo ottavo

Le parole fluivano senza difficoltà, senza alcun imbarazzo…come se il tempo trascorso non avesse scalfito minimamente la complicita’ che s’era instaurata tra loro, durante l’estate in cui si conobbero....c’era stata una subitanea intesa che i due ritrovarono al solo guardarsi negli occhi tanti anni dopo….Peter le parlo’ della sua vita in Irlanda….. non gli era piu’ congeniale....aveva il mare dentro… ma non l’oceano, che ora reputava troppo irruente per lui ...piuttosto preferiva la tranquillità del mediterraneo, per questo s’era deciso a ritornare in quei luoghi… le sue parole trasmettevano a jude proprio la sensazione di pacatezza che ritrovava nelle onde del golfo…lei ascolto’ silenziosamente il suo racconto, fatto di eventi quotidiani,di lavoro,  di un figlio, con cui aveva un rapporto conflittuale e a cui aveva lasciato in eredita’ la sua irrequietezza giovanile e di una donna ,lasciata in attesa …di cosa poi….nemmeno lui lo sapeva. Anche se incuriosita da quanto ascoltava,jude non poneva domande….sapeva che peter era molto introverso e che un solo quesito poteva metterlo in difficolta’…piuttosto lo osservava ….i movimenti delle mani…lo sguardo mai immobile ma sempre vagante da un punto all’altro…il modo che aveva di piegare la testa quando sorrideva…tutto le sembrava cosi familiare….Anche peter d’altro canto non le fece domande su quanto gli racconto’ e di questo gli fu grata. Arrivarono da celina piuttosto in ritardo per il pranzo,ma l’anziana donna non se ne fece un cruccio, anche perche’ era contenta di vederli insieme….

 

Capitolo nono

Durante il pranzo continuarono a parlare… Jude ricordava loro quello che era rimasto nella sua memoria, le impressioni della piccola ribelle… .

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Capitolo decimo

Alle sensazioni che l’uno donava all’altra….jude e peter si esploravano a vicenda..piano.. ,consci di vivere un momento assoluto, inatteso…e proprio per questo ne godevano lentamente. era come se il destino avesse voluto fare loro un dono…come se avesse voluto farsi perdonare l’avarizia con cui aveva dispensato  attimi felici ad entrambi…si staccarono adagio adagio…dolcemente…jude si sentiva imbarazzata come una ragazzina…e soprattutto si sentiva senza difese….disarmata. non guardo’ peter negli occhi…ma cerco’ calore e protezione poggiando la testa  sulla sua spalla, proprio nell’incavo del collo…respirava forte jude…quell’uomo sapeva di mare .Peter capi’…la strinse piu’ forte...rimasero immobili per un tempo indefinito…Le prime luci delle sera cominciarono ad accendersi illuminando il piccolo borgo marinaro. Svegliandosi jude credeva di ritrovarsi tra le braccia di peter,invece era sola, rannicchiata sul divano. per un attimo penso’ di non aver vissuto cio’ che ancora era cosi vivido nella sua mente…  ma ritrovando l’ odore dell’uomo intriso nel suo maglione,si rese conto che era tutto vero...tutto dannatamente e teneramente reale….sorrise,affondando il viso in quella lana ispida…

Chissa’ perche’ l’aveva lasciata…cosi...senza dirle nulla… sperava che peter non si fosse pentito di quel gesto…era stato spontaneo, naturale…ecco...ci stava ricascando,penso’...s’era ripromessa di essere autonoma, di non dipendere da nessuno e di fare in modo che nessuno dipendesse da lei…e invece ..se ne stava li’stupidamente… dopo un solo bacio… a  porsi mille interrogativi come un adolescente alle prime armi con gli affari di cuore…proprio lei…che aveva un vissuto alle spalle cosi pieno…cosi doloroso…possibile che non aveva ancora imparato a vivere attimo per attimo quello che la vita le offriva senza pensare al dopo???

 

Capitolo undicesimo

Writing in progress.....

回應 (1)

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gianvi 撰寫:
...lo stamperò e lo leggerò con calma... per un mio limite non riesco a leggere con attenzione i racconti se non su supporto cartaceo...
baci
gianvi
12 月 28 日

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